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PUBBLICAZIONI DI SAN MARINO LAB
Un sistema di indicatori per l’economia sammarinese.
Non è semplice valutare lo stato di benessere di un’economia, anche nel caso di un piccolo paese come San Marino. Peraltro nessuno dubita sull’utilità di una misura sintetica dello stato di vitalità di un sistema economico e ciò spiega l’importanza data al PIL o al tasso d’inflazione, per citare le due misure più note. In quest’ottica è utile sviluppare un numero limitato di indicatori che offrano delle valutazioni sintetiche e di immediata valutazione dell’andamento economico.
Il mercato del lavoro appare cruciale in questa prospettiva. Come è noto, la Repubblica è in grado di inserire nel mercato del lavoro sia quasi tutti i residenti che intendono lavorare sia un numero considerevole (e crescente) di frontalieri. In un certo periodo alcuni migliorano la propria posizione professionale, mentre altri la peggiorano, alcuni lavoratori sono occupati e altri disoccupati. Pochi tuttavia affermerebbero che quella attuale è una situazione ideale.
In effetti è importante valutare non solo quanti posti di lavoro sono disponibili (o quanti sarebbero desiderabili) ma anche valutare se questi posti rispondono alle aspirazioni e ai profili professionali esistenti. In questa prospettiva è opportuno analizzare a livello quantitativo e qualitativo due aspetti cruciali del mercato del lavoro sammarinese: lo spreco di risorse umane – la disoccupazione - e la capacità di inclusione nel mercato del lavoro - il livello di occupazione.
Dinamica e caratteristiche della disoccupazione sammarinese.
Lo spreco di risorse umane nell’economia sammarinese può essere descritto tramite due indicatori. Il primo, una misura comunemente utilizzata, è il tasso di disoccupazione, vale a dire il rapporto tra i disoccupati in senso stretto e il totale delle forze di lavoro. Ma non tutti i disoccupati sono uguali. La società ha investito più risorse su un laureato piuttosto che su un diplomato e infatti ci si aspetta che l’apporto al processo produttivo di un laureato sia maggiore (di norma) rispetto a quello di un diplomato. Quindi un disoccupato laureato ha un costo implicito per la società maggiore di un disoccupato non qualificato.
Il secondo indicatore intende misurare la qualità della disoccupazione pesando ciascun disoccupato in base al numero di anni di studio accumulati. Un aumento del numero dei disoccupati sul totale delle forze di lavoro, quindi, aumenta questo spreco, e l’effetto è tanto più forte quanto più la disoccupazione di concentra tra i disoccupati con un elevato titolo di studio.
Dinamica e caratteristiche dell’occupazione sammarinese.
Il secondo aspetto riguarda la capacità dell’economia sammarinese di accrescere il grado d’inclusione sociale guardando, pur consapevoli delle ristrettezza della prospettiva, alla sola quota di persone coinvolte nel processo produttivo, cioè al tasso di occupazione interna, al netto dei contributo dei lavoratori frontalieri al processo produttivo. Anche in questo caso oltre all’andamento del tasso, tradizionale misura quantitativa del livello di attività del mercato del lavoro, è opportuno valutare la capacità di creare posti di lavoro di elevato profilo professionale che, almeno in linea di principio, richiedono titoli di studio elevati. Il tasso di occupazione ponderato per gli anni di studio degli occupati, quindi, permette di valutare la performance qualitativa del mercato del lavoro sammarinese.
La dinamica della disoccupazione sammarinese negli anni 2001-2007
Un’indicazione sullo stato di salute del mercato del lavoro sammarinese in termini di spreco di risorse lavorative è dato dal tasso di disoccupazione, il rapporto tra numero dei disoccupati in senso stretto e le forze di lavoro. Poiché un disoccupato laureato ha un costo implicito per la società maggiore di un disoccupato non qualificato è opportuno calcolare anche il tasso di disoccupazione ponderato, che pesa i disoccupati in base al numero degli anni di studio. Posto pari a 100 il valore nell’anno 2001, la figura riporta la dinamica del tasso di disoccupazione semplice (TD) e ponderato (TDP).
Nel 2001 a una forte crescita del PIL sammarinese (oltre il 5,5%) ha corrisposto una bassa disoccupazione. Nel 2002 e 2003 la restrizione fiscale e la debole congiuntura italiana hanno ridotto la crescita del PIL: le condizioni del mercato del lavoro sammarinese peggiorano e aumentano TD e TDP. Nei quattro anni successivi la situazione è progressivamente migliorata, in modo particolarmente deciso nel 2006, anno di crescita interna ed esterna sostenuta, meno nel 2007, con una congiuntura internazionale in netto rallentamento nella seconda metà dell’anno.
L’andamento dei due indici, seppure simile, mostra tuttavia alcune significative differenze. La fase di peggioramento ciclico del 2002 e del 2003 ha penalizzato particolarmente i lavoratori con un titolo di studio inferiore (il tasso di disoccupazione ponderato cresce infatti meno di quello semplice), ma nel volgere di tre anni questo differenziale viene chiuso. Nel 2007 emerge invece un fenomeno opposto, con un tasso di disoccupazione ponderato più elevato di quello semplice. Questa recente tendenza dell’economia sammarinese ad assorbire più facilmente lavoratori con un titolo di studio relativamente basso potrebbe essere solo transitoria. Tuttavia, se questa caratteristica fosse destinata a mantenersi nel tempo la lettura sarebbe diversa – quella di un mercato del lavoro sammarinese che non riesce a stare al passo nell’assorbire lavoratori con un crescente stock di conoscenze.
PUBBLICAZIONI DI TERZI
Il Sistema Finanziario Sammarinese in sintesi
2007
Fondazione della Banca Centrale della Repubblica di San Marino
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Informazioni Generali e Struttura Politica della Repubblica di San Marino
2005
Documenti introduttivo pubblicato dalla Camera di commercio della Repubblica di San Marino
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La fiscalità sammarinese nei rapporti internazionali e in particolare con l'Italia
2004
Atti del Convegno organizzato dalla Fondazione della Banca Centrale della Repubblica di San Marino
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